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Pochi sono i gruppi che nel 2010 hanno colpito davvero l'immaginario di Pitchfork e i CYMBALS EAT GUITARS sono uno di loro. Comparsa d'improvviso nella sezione Best New Music della famosa rivista americana, la band newyorkese suona come ... come ... come una band post-hardcore che si avvicini allo shoegaze e ne tragga tre o quattro canzoni contemporaneamente.
Usciti dal calderone indie che racchiude molte delle rivelazioni del 2009 (Titus Andronicus, di cui il cantante, Joseph Ferocius, ha fatto parte), hanno impressionato al CMJ, insinuandosi in quella strana dimensione di mezzo tra il mondo del metal e quello dell'indie. Perchè i ragazzi, cielo, sanno suonare, e questo è quello che tutti hanno potuto constatare... il problema è, casomai, cosa stanno suonando. Rumori di Piatti che divorano Chitarre... ecco, forse il nome della band definisce meglio il loro sound di quanto lo faccio il titolo del loro primo album, autoprodotto, che ha raggiunto una tale popolarità da permettergli di varcare l'oceano. E se i The Drums sono il suono del pop surf che ritorna, i Surfer Blood lo sporcano e distorcono, e i Real Estate ne fanno una vera massa confusa, i Cymbals Eat Guitars creano invece una massa confusa di suono, dove l'ascoltatore deve sforzarsi di trovare una sensibilità pop... ma quando la trova non può che restarne affascinato e intrappolato.
A febbraio arrivano per la prima volta in Italia, per due date, a Varese e Ravenna, e chissà che sul palco del Primavera Sound, non diventino una delle band più ammirate e attese?
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