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INMENTENIENTE
Small festival of contemporary art
14 novembre – 6 dicembre
Cercavamo un titolo originale.
Abbiamo quindi pensato a quali parole non andrebbero mai usate nel titolo di una rassegna d’arte perché trite e ritrite. Insopportabili.
Una volte eliminate, non ci è venuto INMENTENIENTE.
Cioè la costituzione di un museo temporale dislocato in due o più punti della città.
Un museo che muta e si arricchisce mano a mano che il tempo scorre, del resto come ogni istituzione museale, con la differenza che questo si strutturerà nell’arco di un mese, e non in centinaia d’anni di acquisizioni.
Così è l’arte contemporanea, effimera, volatile, un po’ si concede un po’ si nega, così INMENTENIENTE Festival: in continuo mutamento, in crescita settimana dopo settimana salvo poi, da un giorno all’altro, scomparire.
inaugurazione 14 novembre:
Anton Roca – personale
Gruppo Mandra – installazione
Ore 17, fabbrica delle candele, Forlì
21 novembre:
Francesco Geronazzo - personale
Jacopo Flamigni – personale
Carlo rivalta – personale
Ore 18, fabbrica delle candele, Forlì
28 novembre:
Daniela Mastrangelo – personale + video
Annachiara Mongello – installazione
Ore 18, fabbrica delle candele, Forlì
Chiusura 6 dicembre:
Matteo Lucca – performance
Ossanema – live concert
Ore 19, Diagonàl Loft Club, Forlì
IN MENTE NIENTE
Festival di arte contemporanea
La costituzione di un museo temporale dislocato in due o più punti della città.
Un museo che muta e si arricchisce mano a mano che il tempo scorre, del resto come ogni istituzione museale, con la differenza che il nostro si strutturerebbe nell’arco di un mese, e non in centinaia d’anni di acquisizioni.
Così è l’arte contemporanea, effimera, volatile, un po’ si concede un po’ si nega, così sarebbe In mente niente: in continuo mutamento, in crescita settimana dopo settimana salvo poi, da un dì all’altro scomparire.
La struttura si dipana in questo modo:
. lo spazio o gli spazi esistono già, vuoti.
. Un giorno si inaugura il Festival con una o più opere d’arte contemporanea, lasciando vuoto una o più sezioni del museo, e valorizzando questo vuoto, dandogli un senso, uno spessore e una profondità che renda chiaro e palese a tutti che quel vuoto verrà colmato.
. La settimana dopo verrà inaugurato un altro evento d’arte, che andrà a colmare parte di quel vuoto, e si andrà ad integrare con l’opera preesistente che non verrà smantellata, ma verrà mantenuta. I linguaggi che si fonderanno saranno differenti ma si coniugheranno in un continuum organico.
. La settimana seguente accadrà la stessa cosa, e così via fino a che ogni idoneo non sarà coperto da un evento d’arte contemporanea, sia esso installazione, video arte, performance, happening, pittura o scultura, tenendo l’organicità e il dialogo fra i linguaggi come punto fermo e ineludibile.
Ciò che ne scaturirebbe sarebbe un centro di aggregazione per gli amanti, o semplicemente gli interessati dei linguaggi contemporanei ove si mostra una piccola fetta di ciò che il territorio offre, e favorendo la possibilità d’esposizione a coloro che portano avanti linguaggi coerenti da anni e non trovano in zona possibilità di riscontro.
di Gianluca Bosi
8/11/2009
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